Carissimi amici virtuali e non,
sto pensando seriamente di chiudere questo blog. Dopo più di tre anni di compagnia, non ho più lo stimolo per scrivere, come forse avrete notato. Scrivicchio qualcosa, ma faccio molti copiaedincolla, cosa che non è di certo originale. Quindi, penso che sia meglio così, anche se ci sto ancora riflettendo. Mi ha tenuto moltissima compagnia, mi ha fatto sorridere e pensare.... forse è davvero giunto il momento del "ciao a tutti".
Stanotte ho fatto un sogno.
Ho sognato che dovevo sposarmi,era tutto pronto, chiesa, rinfresco, amici e parenti.....ma mi accorgo la sera prima, o forse il giorno stesso, che avevo organizzato tutto per tutti, ma nulla per me!
Niente vestito, niente scarpe, niente parrucco....parlo con mia madre e cerchiamo di rimediare tra i miei vestiti....ma niente da fare.
Ho pensato che se il matrimonio si rimandava di due o tre giorni, potevo rimediare
Mi sveglio, vado in bagno e torno a dormire. Il sogno stranamente continua.
Prendo la macchina a vado verso un negozio dove so che ci sono vestiti da sposa pronti e belli. E' buio e vedo ad un certo punto della strada della gente che attraversa, tra le quali una suora che aveva una coscia tutta di fuori. Pensavo che fosse uno scherzo, una goliardata, ma invece mi accorgo che la suora è ferit.Vado più avanti e vedo tante suore per terra, sono ferite ed in posizione pericolosa perchè una macchina potrebbe investirle. Vorrei aiutarle, ma non posso.
Cosa vorrà dire?????
E' una lettera drammatica, che mi ha colpito molto
Sperandeo: «Aiutatemi, altrimenti mi ammazzo piano piano»
Lo sfogo dell'attore siciliano: «Sette anni fa il suicidio di mia moglie. Ora non dormo più la notte»
Sto male. Molto male, da tantissimo tempo ormai. Forse da tutta la vita. Ma solo da poco, da un mese, ho capito che dovrei chiedere aiuto. Che tipo di aiuto non lo so. A me, quelli dati allo psicologo, mi sono sempre sembrati soldi buttati. E poi, per come la vedo io, ammettere di aver bisogno di una mano ha il sapore della sconfitta. No, no, forse è vero il contrario: per essere forti a un certo punto gli uomini devono ammettere la propria debolezza. Io, finalmente ho il coraggio di dirlo, avrei bisogno di qualcuno con cui comunicare, qualcuno da cui farmi conoscere veramente. Perché mi sembra di non esserci mai riuscito. Amavo mia moglie, ma litigavamo in continuazione. Lei voleva fare l’estetista a Palermo, io le dicevo: «Vieni nella capitale, viviamo insieme». Ma lei piangeva, non mi seguiva, e io andavo a Roma perché dovevo lavorare. Film, fiction, teatro, un sacco di cose.
MIA MOGLIE SI É BUTTATA DAL BALCONE - Per me ma anche per lei e i nostri figli, Tony e Priscilla, che ora hanno 19 e 16 anni. Quando tornavo a casa bisticciavamo, per un sacco di motivi. Discussioni normali tra marito e moglie, io così pensavo. Invece un giorno, io ero a Roma, mi telefonano che mia moglie, Rita, si è buttata dal balcone e si è ammazzata. A 32 anni e mezzo. Io non lo auguro a nessuno quello che ho passato la notte di sette anni fa. C’era pure uno sciopero degli aerei e sono riuscito ad arrivare a casa solo alle sei del mattino. La prima cosa che mio suocero mi disse fu: «Sei contento, adesso?» E in chiesa, al funerale, quando mi sono avvicinato al microfono per salutare un’ultima volta Rita, mio figlio, aveva 12 anni allora, si è alzato ed è andato via. Io non credo che sia colpa mia quello che è successo. Io lavoravo, lavoravo, non so se avevo capito o no che mia moglie era depressa. So che, anche quando litigavamo, io urlavo, sbraitavo, dicevo: «Ora me ne vado». Poi scendevo di un piano e mi dicevo: «Ma che sto facendo?». E così tornavo subito su. Mia moglie chissà che credeva andassi a fare a Roma. Io facevo solo il mio mestiere. Il problema mio è che non riesco a comunicare. Non riesco neanche a fare capire ai miei figli quanto li amo. Loro vivono a Palermo, con le sorelle di mia moglie. Tutti pensano: «Sperandeo fa l’attore, è un duro, guadagna soldi, se la spassa». Ma la verità è che sono solo e che non ho il coraggio di ammazzarmi tutto in una volta, come ha fatto mia moglie. Allora io mi ammazzo, piano piano: dieci anni fa sono stato operato di enfisema polmonare, eppure fumo come un turco. Poi non dormo la notte, non dormo mai, e m’incazzo. Sono un morto che cammina. La verità è che io sono uno che ama tantissimo gli altri ma non ama per niente se stesso. Ho cercato di fare di tutto per dimostrare tutto questo amore che avevo dentro. Ma alla fine ci rimetto sempre. Ho amato altre donne, ma loro, o le loro famiglie, vedevano sempre Sperandeo il duro, magari un poco di buono, sarà colpa della mia faccia o di come parlo, con l’accento siciliano. E così sto male. Talmente male che io, che sono uno che sul lavoro dà cento, ci sono giorni che do sessanta. E allora m’incazzo con me stesso.
HO PARLATO SOLO CON MIA MADRE - La prima volta che sono riuscito a dire queste cose, a parlare di quello che avevo dentro, è stato con mia madre. Lei mi ama davvero e crede che io non pensi a lei perché per mesi non mi faccio sentire. Se non chiamo è per non farle capire che sto male. Quella volta, due anni fa, le aprii il mio cuore. Certe mie fragilità io le ho prese da lei. Ma lei è una persona buona, mentre a me queste fragilità fanno soffrire. Comunque mia madre mi ha fatto capire una cosa: dopo la morte di mia moglie, io sono andato a cercare a chi dare amore, perché ho l’animo del bambino sperduto. Magari avrei dovuto concentrarmi sui miei figli. Però come? Per loro un giudice ha scelto che crescessero lontano da me: io sono un padre distante, lontano. Ora sto recuperando un po’ di dialogo con mia figlia Priscilla, di tanto in tanto mi manda degli sms. Ma Tony, il grande, l’ho perso. Io lo so, ne sono certo, mi serve aiuto. Ma non so neanche se il mio male si chiama depressione. O se è solo il bisogno di ritrovare l’amore dei miei figli.
Lo so, lo so.... sto trascurando il blog... il mondo di Facebook mi ha preso totalmente!
Sono a Barcellona, in attesa di ripartire per Milano, Alitalia permettendo... La mia vita ha ripreso a decollare, il lavoro, l'amore...tutto ok, per fortuna!!! Dai....venite di Facebook, è divertente!!!! Baci a tutti, a presto.
Certo che la vita è davvero incredibile.
Conoscevo personalmente il violinista che si è suicidato perchè è stato arrestato per truffa di violini falsi..., ma sopratutto conosco la moglie e la figlia.
Non ho idea se la moglie sapesse o non sapesse, ma penso a lei quando una mattina il marito viene arrestato, messo agli arresti domiciliari e dopo poche ore non c'è più....ed è lei che lo scopre.
Non oso immaginare la figlia provetta violinista di 13 anni, non so pensare i suoi pensieri.... è la vittima principale, truffata anche lei dal padre.